lunedì 16 aprile 2007
Francia: Ritrovata fossa dei sacrificati alla Dea Epona
Tornano alla luce ad Evreux, in Normandia, i resti dei sacrificati al culto della Dea Epona, la divinità celtica dei cavalli. Con un particolare inquietante: i resti scoperti dagli archeologi non datano all’epoca dell’invasione di Giulio Cesare, o immediatamente dopo. Le ossa e le ceramiche rinvenute risalgono a molto più tardi, al terzo secolo dopo Cristo, un periodo in cui la Gallia celtica sembrava del tutto romanizzata, anche nella religione. In epoca Antonina e Severa, semmai, l’unica alternativa al paganesimo romano era costituita dal montante cristianesimo. Almeno nelle certezze avute fino ad oggi dagli studiosi.
Oggi pare che l’antica religione celtica sopravvivesse ancora in pieno Impero, in tutti i suoi aspetti più agghiaccianti. “È la prima volta che rinveniamo qualcosa di simile in uno scavo", ha dichiarato al “Nouvel Observateur” Christian Goudineau, professore del College de France e specialista in archeologia celtica, “non si tratta di un’opera dietro la quale si possa immaginare una mano romana. I Romani erano estremamente razionali, eccellenti organizzatori che non lasciavano niente al caso, soprattutto in tema di sepolture”.
Fonte: Kataweb
Data: 28 gennaio 2007
lunedì 5 febbraio 2007
Scoperto villaggio neolitico dei costruttori di Stonehenge
Sembra che il sito sia stato occupato a livello stagionale, per cerimonie rituali e funerarie. Nei tempi antichi l’insediamento potrebbe avere ospitato centinaia di persone, divenendo pertanto il più grande villaggio Neolitico mai trovato in Inghilterra. Le abitazioni si datano al 2600-2500 a.C., lo stesso periodo in cui fu eretto il complesso di Stonehenge, secondo alcuni archeologi. Ma altri sottolineano come vi siano delle incertezze nella datazione della stessa Stonehenge perché il circolo di pietre fu ricostruito più e più volte e di conseguenza, il materiale archeologico è stato scavato e sotterrato in numerose occasioni, rendendo difficile assegnare una data precisa alla costruzione originale.
Ma Mike Parker Pearson ed i suoi colleghi confidano nell’esistenza di un collegamento.
Il ricercatore dell’Università di Sheffield ha dichiarato di basarsi sul fatto che queste abitazioni avessero esattamente la stessa conformazione e struttura delle case neolitiche di Skara Brae, Orkney, che sono sopravvissute intatte – a differenza di queste ultime – in quanto costruite di pietra.
Gli archeologi hanno scavato otto case in totale a Durrington, ma hanno identificato molti altri probabili rifugi usando strumenti di ricognizione geofisica.
Di fatto, ritengono potessero esservi almeno un centinaio di case.
Ognuna misura circa 5 metri quadrati, era fatta di tronchi di legno, con pavimento d’argilla ed un focolaio centrale. Gli archeologi hanno trovato resti di rifiuti di 4,600 anni or sono sul pavimento delle case. “Ma – spiega Parker Pearson - non si tratta di rifiuti domestici tipici. Mancano strumenti per lavorazione artigianale, per la pulizia delle carni degli animali, e nessuna evidenza di procedure per la raccolta di prodotti agricoli. Le ossa animali sono state gettate via mangiate solo per metà. Sono chiaramente i resti di un banchetto o di una celebrazione. I neolitici si recavano al sito soltanto per festeggiare, probabilmente in massa per particolari ricorrenze in alcuni periodi dell’anno”
Durringon ha il suo circolo di tronchi di legno, sorprendentemente simile a quello di Stonehenge. Fu scoperto nel 1967, molto prima delle case. Entrambi i circoli si allineano con eventi del calendario astronomico – ma non allo stesso evento.

Stonehenge è allineato con il tramonto del solstizio d’inverno, mentre il circolo di tronchi di Durrington è allineato con il sorgere del sole del solstizio d’inverno – erano complementari.
Anche questo particolare sembra corrispondere all’idea di un festival invernale, come testimoniano le analisi dei denti di maiale trovati al sito.
“Una delle cose che possiamo dedurre dai denti dei maiali che abbiamo esaminato, è che la maggior parte di essi furono macellati al nono mese. E riteniamo che fossero stati partoriti in primavera” ha aggiunto.
Il Professor Parker Pearson ritiene che lo scopo di Durrington fosse celebrare la vita e deporre i defunti nel fiume perché fossero trasportati nell’aldilà. Stonehenge era un memoriale ed il luogo dell’ultimo riposo per alcuni defunti. “Dopo i festeggiamenti – ipotizza - le persone si spostavano lungo la “via principale” dei circoli di tronchi, per depositare i defunti lungo il Fiume Avon che scorreva verso Stonehenge. Quindi si spostavano lungo la via di Stonehenge verso il circolo, dove cremavano e seppellivano solo alcuni dei defunti precedentemente scelti.”
Secondo Parker Pearson, Stonehenge era dunque un luogo di preghiera e di adorazione per gli spiriti degli antenati, ma non tutti gli studiosi concordano su questa lettura in chiave “funeraria” della struttura.
Fonte: www.bbc.co.uk
Data: 30.01.07
martedì 31 ottobre 2006
''Tredesin de Marz'', una rozza pietra rotonda

L'Autore: Giorgio Fumagalli opera attivamente, per il recupero della memoria celtica:
- nel 1998 ha pubblicato, per “Quaderni Padani”, editi dalla Libera Compagnia Padana: “LA ROSA RIFIORITA, Storia romanzata della lotta dei Galli cisalpini”;
- collabora con quotidiani e riviste specializzate, proponendo articoli sulla storia dei Celti, spesso frutto di ricerche originali;
- da qualche anno organizza una circoambulazione denominata “BUON COMPLEANNO, MILANO”: si tiene in novembre, il primo giorno del calendario celtico, probabile data di fondazione di Milano; il giro si snoda attorno al sito dove sorse il primo nucleo della città.
lunedì 30 ottobre 2006
Scoperto un santuario celtico del II secolo a.C.
ECLEPENS - Un santuario celtico è stato portato alla luce nel cantone svizzero di Vaud. La scoperta di 170 fosse è stata fatta mentre si lavorava alla realizzazione di una cava vicino al cementificio Holcim a Eclépens.
Nell’area, occupato già dall'età del ferro, sono state trovate tracce di una strada che collegava il santuario al sito dove si compivano rituali religiosi e sacrifici di animali, tra cui cavalli. Sono state trovate ceramiche, oggetti di bronzo, mole per il grano, gioielli e monete locali e mediterranee, che hanno permesso di datare il santuario attorno all'80-120 avanti Cristo.
Data: 22 settembre 2006
lunedì 2 ottobre 2006
Celtic stars – Sacred fires
Dati generali:
Autore: AA. VV.
Produzione: 2005 Universal Music Italia s.r.l. (info@classic@umusic.com)
Rieccomi di nuovo con un rapporto utile sulle raccolte “Celtic Stars”. In questo post tratto la più recente uscita, Sacred Fires, forse una delle più affascinanti dell’intera serie. Qui c’è da star tranquilli, i mostri sacri della “celtic music” ci sono quasi tutti, dai Clannad ai Chieftains a Loreena McKennitt. Da rimproverare solo l’assenza di Alan Stivell e della sua arpa.
Si passa dalla canadese McKennitt ai ritmi allegri dei Chieftains (deliziosa I know my love, che vede la partecipazione di Andrea Corr, la cantante dei Corrs), alle suggestioni della cornamusa di Carlos Nunez nella stupenda The cavern dance. Come sempre i due cd alternano brani cantati e strumentali: da segnalare, fra i bei brani strumentali presenti, Tears of stone dei Chieftains e Turtle Island dello straordinario Mike Oldfield, oltre a una serie imprecisata di reels fra cui Dr. Macphail’s reel dei Capercaillie.
Fra i brani cantati, oltre a quelli stupendi di Loreena McKennitt, voglio segnalare i due brani di Andreas Vollenweider, che i più conoscono soprattutto come compositore di brani strumentali e che qui sfoggia una voce non da poco: la suggestiva Innocent, e soprattutto Home of love, un inedito ancora non uscito in cd, almeno in Italia. Inoltre, si fanno spazio le splendide performances di Deirdre Starr (meravigliosa e commovente I wish I was in England, in cui la cantante è accompagnata soltanto da un pianoforte per quasi tutta la durata del brano), Ian Anderson, che in Habanero Reel e Sanctuary mostra anche una suggestione vagamente jazz, Caroline Lavelle che per una volta compone qualcosa di allegro (No more words), la deliziosa I’ll tell me Ma di Sinead O’Connor, e ovviamente Moya Brennan nella splendida Change my world. Ma non basterebbe un rotolo di pergamena per poter descrivere in modo esauriente i piccoli tesori che Sacred Fires ci regala.
La maggioranza dei brani è abbastanza recente (2002-2003), quindi si tratta degli ultimi album di questi artisti. Che altro dire…buon ascolto.
Elenco brani:
CD1
Loreena McKennitt – The bonny swans
Sinead O’Connor – The moorlough shore
The Chieftains & The Corrs – I know my love
Carlos Nunez – The cavern dance
Ian Anderson – Sanctuary
Liz Carroll – The rock reel/ The morning dew/ Reeling on the box
Deirdre Starr & Jon Mark – Freeborn man
Andreas Vollenweider – Innocent
Mychael Danna & Jeff Danna – The child Deirdre
Dervish – The soldier Laddie
Aoife Nì Fhearraigh – Ansacht na nAnsacht
Caroline Lavelle – No more words
Ashley MacIsaac – Chorus jig/ The king’s reel
Capercaillie – Thiocfadh leat fanacht
Old blind dogs – Lochanside
Clannad – An Phàirc
CD2
The Chieftains – Tears of stone
Loreena McKennitt – All souls night
Ian Anderson – The Habanero reel
Capercaillie – Dr MacPhail’s reel
Clannad – Morning dew
Mike Oldfield –
Deirdre Starr & Jon Mark – I wish I was in
Dervish – Father Jack
Aoife Nì Fhearraigh – Cailin na gruaige baine
Ashley MacIsaac – Bog an
Moya Brennan – Change my world
Joanie Madden – Down by the salley gardens
Caroline Lavelle – Gently Johnny
Sinead O’Connor – I’ll tell me Ma
Andreas Vollenweider – Home of love