giovedì 15 giugno 2006

Gite e gitarelle all'insegna della storia

Estate: stagione di sole, di mare, di ferie, di caldo, di lunghe giornate e più tempo libero da occupare. È la stagione delle gite fuori porta, dei viaggi domenicali, delle visite culturali.
Segnalo una nuova rivista delle edizioni 3ntini, editori della cara vecchia
"Celtica", che è dedicata al turismo storico: "Idea Viaggi - Vacanze nella Storia".


E’ in edicola il quarto numero di “Idea Viaggi - Vacanze nella Storia”, bimestrale per chi vuole viaggiare scoprendo la storia recente o lontana che si cela dietro i luoghi, i paesi, le città.

IN QUESTO NUMERO:

Malta, la roccaforte dei Cavalieri – Scopriamo l’isola “gioiello” nel cuore del Mediterraneo, a solo due ore di volo dall’Italia. Una terra di mitici guerrieri che in passato l’hanno fortificata e puntellata di palazzi e torri d’avvistamento, di straordinari templi megalitici e luoghi misteriosi come la Grotta di Calypso.

Medioevo in Danimarca – 15 anni fa a Nykobing, in Danimarca, si decise di festeggiare il 750° compleanno della città ricostruendo un trabucco, la micidiale arma d’assedio in uso nel Medioevo. Fu la scintilla per un’idea straordinaria: la realizzazione di un parco storico in cui ricreare l’atmosfera del 13° secolo. Oggi, il sogno è diventato realtà: capanne, imbarcazioni, abitanti, cavalieri, artigiani e popolani. Tutto questo è il Medieval Centre.

Quattro Castella e l’incoronazione di Matilde – Uno dei personaggi femminili più famosi della storia, Matilde di Canossa, rivive nel piccolo borgo dell’Appennino reggiano. Conosciamo i castelli della zona e le due manifestazioni legate al ricordo della grande nobildonna: le Feste Medievali e l’Incoronazione di Matilde, per un Maggio Matildico denso di emozioni.

Feste Celtiche – Proliferano in tutta Europa, soprattutto d’estate. Sono immerse nella natura, con un occhio di riguardo alla storia. Fra musica, spettacoli, druidi e idromele.

Mongolia – Il prossimo luglio, in occasione dell’ottocentesimo anniversario della nascita dell’Impero di Gengis Khan, il Naadam Festival – la festa nazionale del paese - si annuncia ancora più ricco e sentito, in una terra straordinaria e senza tempo, dove i nomadi della steppa vivono ancora come i propri antenati.

Puglia – tutte le manifestazioni storiche e religiose della regione: dalla Disfida di Barletta a San Nicola, passando per le celebrazioni dedicate ai Santi patroni e le grandi rievocazioni in onore di Federico II.

Un giorno da re e regina in un castello. Accade al Paradiso del Re di San Pietro in Musio di Arcevia (AN), dove si può trascorrere una notte come sognavamo da bambini.

Sulle tracce del Codice da Vinci. Aspettando il film tratto dal bestseller più famoso e discusso dell’ultimo decennio, scopriamo le location utilizzate dal regista e quelle “reali” legate a Leonardo da Vinci, fra finzione, mistero e realtà.

I Templari in Puglia. Chiese, castelli e porticcioli dove i Cavalieri rossocrociati si attestarono, per proteggere i pellegrini che dalla Puglia si imbarcavano diretti in Terrasanta. Idea viaggi - Vacanze nella storia".


Segnalo anche una nuova iniziativa culturale del mio paese, Zavattarello (PV): è possibile scaricare il pieghevole illustrativo delle bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche. Buona estate culturale a tutti!
_Rici'86_ 

lunedì 8 maggio 2006

An introduction to Capercaillie

Dati generali:


Autore: Capercaillie


Produzione: BMG Entertainment International UK & Ireland Ltd.


Anno: 2001


 


Titoli delle canzoni:


 



  1. Waiting for the wheel to turn

  2. Coisich, a Rùin

  3. Breisleach

  4. Dr. Macphail’s Reel

  5. Miracle of being (remixed)

  6. Fear à bhàta (Oh! My boatman)

  7. The Whinney Hills Jig

  8. An eala bhan (The white swan)

  9. Oran

  10. Islay Ranter’s Reels

  11. Outlaws (live version)

  12. Distant hill

  13. Grace and Pride

  14. Tobermory

  15. Crime of Passion

  16. Four stone walls

  17. You will rise again

  18. Heart of the Highland


La compilation “An introduction to Capercaillie” non è un vero album e non rientra nelle uscite ufficiali di questa band scozzese, che ha il suo punto forte nella straordinaria voce di Karen Matheson (Sir Sean Connery in persona ci informa che la sua gola dev’essere stata toccata da Dio…) e nella produzione di brani tradizionali (Coisich, a Rùin) ben arrangiati, e di alcuni anche piuttosto patriottici (Waiting for the wheel to turn).


Al di là di questo, gli intenditori potranno ritrovare nella produzione di questa band – senza necessariamente distinguerne le varie fasi creative – una delle punte di diamante della musica celtica del nuovo millennio, se non altro perché i Capercaillie sono stati capaci di combinare efficacemente la tradizione strumentale scozzese (che, diciamocelo, non è proprio per tutti), la suggestione della nuova celtica e un certo sound “pop” estremamente gradevole.


Credo che “An introduction to” sia uno dei pochi album reperibili, almeno in sud Italia, dei Capercaillie, e mi sento di consigliarlo non solo per questo, ma anche perché mostra efficacemente quella che è stata l’evoluzione della band dai primi anni Novanta al 2001. Si parte infatti dai ritmi pop di Waiting for the wheel to turn al sognante Breisleach, fino ad arrivare a una splendida versione live di Outlaws (un vero capolavoro di musica e testi), ai bellissimi Grace and Pride e You will rise again, e infine alle vivaci Four stone walls e Heart of the Highland. Per non parlare dei pezzi strumentali, appena tre, ma sufficienti per apprezzare i ritmi sapientemente arrangiati ed eseguiti.


Se la compilation ha una pecca, è forse quella di non sfruttare fino in fondo la vena suggestiva, per così dire, della band, non inserendo brani a mio parere bellissimi come Ailein duinn (che tutti conoscono per la versione che ne è stata inserita in Rob Roy), Thiocfadh leat fanacht o Tighinn air a’mhuir am fear a phosas mi. Per questi ultimi brani, rimando alle compilation Celtic Stars.


Per altre informazioni sulla band e per i testi delle canzoni, ecco l’indirizzo del sito della band, ben curato e fornito: www.capercaillie.co.uk  

mercoledì 26 aprile 2006

Turlough O'Carolan - L'ultimo arpista irlandese

Da molto tempo in questo sito si aspettava un mio post...colgo l'occasione per scrivere qualcosa su Turlough O'Carolan, l'ultimo bardo irlandese, storicamente esistito e autore di brani che ancora oggi i più famosi arpisti celtici suonano, fra cui Farewell to music, Sheebeg and Sheemore, Mrs McDermott e Eleanor Plunkett.
Per chi volesse approfondire l'argomento, consiglio il libro Fair Melodies - Turlough Carolan: An Irish Harper, di Art Edelstein, edzioni Noble Press. Purtroppo il libro non è edito in Italia e occorre ordinarlo via internet alla casa editrice o direttamente a Mr Edelstein. Il libro riassume le notizie storiche e biografiche sul grande arpista, sintetizzando in gran parte il contenuto dello storico e ormai introvabile tomo di Donal O'Sullivan, The life and times of an Irish harper. Su internet potete trovare delle notizie interessanti nel sito www.digilander.libero.it o su www.tuatha.it, o ancora nell'ottimo sito in inglese www.contemplator.com/carolan, dove potete trovare anche dei brani di Carolan da ascoltare in Midiformat. Ciò detto, passo subito a qualche notizia in più su Carolan.


Turlough O'Carolan - L'ultimo arpista irlandese



L’arpista e compositore Turlough O’Carolan visse in un periodo particolarmente drammatico della storia d’Irlanda: negli anni della sua vita il vecchio mondo gaelico subiva l’invasione da parte della nuova cultura Anglo-Irlandese, conseguenza delle guerre di Cromwell. 
Turlough O' Carolan nacque a Newton, nella contea di Meath (An Mhì), nel 1670. Suo padre, fabbro, si trasferì presso la famiglia di Mc Dermott Roe, a Ballyfarnan, nella contea di Roscommon (Ros Comàin), portandosi dietro il giovane Turlough. Ammalatosi di vaiolo a diciotto anni e per questo divenuto completamente cieco, venne aiutato dalla moglie di Mc Dermott Roe, che lo aiutò economicamente e lo spinse a studiare musica presso un vecchio arpista.
Dopo tre anni di apprendistato, ormai ventunenne, Turlough cominciò il suo viaggio attraverso l'Irlanda harpcome compositore e bardo itinerante.
Il talento di Turlough, la sua preparazione musicale, la sua grande capacità di improvvisatore lo resero ospite atteso e gradito presso tutte le grandi famiglie della nobiltà irlandese. La sua fama conquistò Dublino, dove, in diversi soggiorni, venne a contatto con i maggiori poeti irlandesi della sua epoca e conobbe la musica di Vivaldi, di Corelli e del suo allievo Geminiani, e di Haendel. Germiniani si era recato spesso a Dublino, ma non si sa se abbia mai incontrato O’Carolan. Probabilmente ciò non si verificò mai.
Alcune delle composizioni di Turlough risentono chiaramente dell’influenza del Barocco italiano tipica del tempo, e in particolare di questi musicisti.
Sebbene ad opinione dei suoi contemporanei non fosse un arpista brillante, essendo stato iniziato alla musica non più così giovane e completamente cieco, e nonostante non fosse particolarmente valido nemmeno nella scrittura dei testi poetici con cui accompagnava le sue canzoni, la figura di Turlough O’Carolan resta impressa nell’immaginario collettivo grazie alla sua grande predisposizione per l’invenzione melodica.
La maggior parte delle sue composizioni (circa duecento) era dedicata ai suoi ‘padroni’ e ai suoi amici: in proposito, il brano Mrs McDermott, realizzato per la moglie di McDermott Roe, sua prima mecenate, mentre Doctor John Stafford si riferisce ad una ‘ricetta’ di un certo dottor Stafford che che, consultato sullo stato di salute dello stesso O’Carolan, contro il parere di un altro medico, gli consigliava di tornare al suo amato whiskey. Sheeberg & Sheemore invece, la sua prima composizione, celebra una battaglia leggendaria fra gli abitanti di due colline fatate.
La musica di O’Carolan è sopravvissuta grazie alla trasmissione da musicista a musicista, secondo la tradizione del bardo irlandese: nulla si sa su parti di basso, armonizzazioni e decorazioni che il compositore e gli esecutori contemporanei della sua musica potrebbero avere usato. È verosimile che gli arrangiamenti più semplici e leggeri siano anche i più autentici. Non esiste praticamente chitarrista interessato alla musica celtica che non si sia imbattuto nelle stupende composizioni dell’arpista cieco, perchè praticamente tutte le sue creazioni musicali sono state riarrangiate in versioni per chitarra, arpa e flauto da moltissimi musicisti celtici.
Nel 1738, nella casa di Ballyfarnan, dopo una lenta ma lucida agonia, Turlough O’Carolan compose il suo ultimo brano, Farewell to music: su queste meravigliose e semplici note egli diede il suo addio definitivo alla musica che l’ha reso immortale nell’immaginazione di tutti.
Poi, il 25 marzo di quello stesso anno, egli morì, nella stessa casa dove aveva iniziato il suo viaggio attraverso l’Irlanda, quarantasette anni prima.
Venne sepolto a Kilronan, nella cappella della famiglia McDermott. Oggi tale cappella è semidiroccata e senza tetto, ma frequenti sono i fiori freschi sulla sua tomba.


venerdì 14 aprile 2006

Irlanda, Viaggio fra i Quattro Elementi - Acqua: in edicola l'ultimo numero

Si chiude con una monografia dedicata al sentimento e agli umori dell’Isola di Smeraldo la “serie verde” dedicata all’Irlanda e ispirata dai quattro elementi. Intitolato all’Acqua, questo quarto e ultimo numero della serie si avventura fra le acque dei litorali e dell’entroterra, per scoprire insieme a voi gli angoli “nascosti” e le particolarità che fanno innamorare tanti irlandofili. A “Irlanda - Acqua” è allegato un CD compilation musicale con la più bella musica dell’isola: oltre 60 minuti di magia attinta dal meglio del vastissimo repertorio di musiche irlandesi, con la musica per arpa celtica in primo piano. Si può ascoltare fin da ora il CD in anteprima, i preascolti sono disponibili su Trigallia.com.
Se non trovi “IRLANDA - Acqua” in edicola puoi acquistarla online nello shop di Trigallia.
a colori – 21 x 28,7 – 36 pagine – Trentini Editore

CONCORSO: VINCI L’IRLANDA.
Ultima occasione per sognare in verde

In questo quarto numero di Irlanda c’è l’ultima vacanza in palio: una settimana per due persone in Irlanda. Partecipare è semplicissimo! Compila e spedisci (senza affrancare) la cartolina che trovi inserita in questo numero di Irlanda. Fra tutte le cartoline che perverranno, sarà estratto a sorte il vincitore. Partecipano al concorso tutti i lettori che invieranno la cartolina entro e non oltre il 31 maggio 2006. Estrazione del viaggio il 20 giugno 2006.

LA CITTÁ:
Galway, la capitale dell’Ovest

Alla scoperta di Galway, la città più conosciuta della costa occidentale, meta privilegiata di tanti irlandofili come di tanti musicisti irlandesi. Dopo quella di Cork, la Contea di Galway è la seconda più grande d’Irlanda. Siamo nel cuore giovane della tradizione gaelica, tra vita notturna, ostriche e villaggi di pescatori.

NATURA:
Isola bagnata, turismo fortunato

Un oceano, due mari, un grande fiume e la Corrente del Golfo. Tutto in Irlanda profuma di acqua e risente di questa simbiosi, ma come ogni isola la verde Erin mantiene un rapporto privilegiato con l’acqua del mare. In alcune località si è sviluppato un vero e proprio turismo balneare, senza dimenticare l’escursionismo romantico sulle scogliere e il “whale watching”, la crociera per osservare le balene.

ITINERARI:
In giro per le coste

Spiagge bianchissime e ripide scogliere, baie incantate e porticcioli… In Irlanda l’acqua è ovunque: nel nome delle città litoranee e negli scorci dove i mari e i fiumi si abbracciano con la terraferma.



GASTRONOMIA:
Profumo di mare (e non solo)

Salmoni, astici e aragoste sono autentiche glorie nazionali. Il Festival delle Ostriche di Galway e altri itinerari per ghiottoni. L’entroterra con i lucci del fiume Shannon e i sapori d’acqua dolce. Il menù? Specialità marinare irlandesi dall’antipasto al secondo.



SOCIETÁ:
Battesimo irlandese

I nomi irlandesi spesso nascono da un matrimonio a tre, quello fra la cultura gaelica, l’influenza dei colonizzatori e la conversione cattolica. Vi proponiamo un itinerario tra fonti battesimali, origini mitologiche e curiosità. E in chiusura, una singolare “caccia” alle influenze Irish nei nomi di noti personaggi della musica e del cinema.

CULTURA:
James Joyce, l’Ulisse della coscienza

Dalla vocazione religiosa alla ribellione, la fuga dal “provincialismo” irlandese, un’odissea umana nel Vecchio Continente, gli anni parigini e la fortuna letteraria. Ecco il ritratto di James Joyce, uno fra i maggiori autori dell’Irlanda di un secolo fa dalla cui penna sono usciti capolavori come “Gente di Dublino”, “Ulisse” e “Finnegan’s Wake”.

giovedì 23 marzo 2006

La mia mascotte

Da oggi Chridhe Gaidhlig adotta una mascotte. Nell'estate 2004 avevo allevato dei ricci abbandonati dalla mamma: Roger, Rufus, Rudolf, Russel. Una volta cresciuti, se ne sono andati per la loro strada. Chissà dove saranno ora, mi mancano, in particolare Roger, che era il più giovane e debole ed è stato l'ultimo a lasciare la tana in cui è nato. Per ricordarmi di tutti loro, ho adottato un riccio...